Unbind the services from network adapter

Common services are:
  • LanmanServer—File and Printer Sharing for Microsoft Networks
  • LanmanWorkstation—Client for Microsoft Networks
  • lltdio—Link-Layer Discovery Mapper I/O Driver
  • rspndr—Link-Layer Topology Discovery Responder
For example, to unbind File and Printer Sharing, go to

HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\services\LanmanServer\Linkage

double-click Bind value, and delete the lines that have the GUID of the NIC.

If you need to locate the NIC GUID:

wmic nicconfig get description,settingid  

Or simply download and use Hyper-V Network VSP Bind (nvspbind)

Usage: nvspbind option NIC protocol

Options:
/n display NIC information only
/u unbind switch protocol from specified nic(s)
/b bind switch protocol to specified nic(s)
/d disable binding of specified protocol from specified nic(s)
/e enable binding of specified protocol to specified nic(s)
/r repair bindings on specified nic(s)
/o show NIC order for specified protocol
/+ move specified NIC up in binding order for specified protocol
/- move specified NIC down in binding order for specified protocol
/++ move specified NIC up to top of binding order for specified protocol
/-- move specified NIC down to bottom of binding order for specified protocol

Un nuovo orizzonte per l’Agile: introduzione (pt.1)

Il mondo organizzativo è in constante fermento, con nuove sfide che, quasi a ritmo giornaliero, interessano le diverse realtà produttive, costantemente impegnate a mantenere una propria dignità sul mercato e ad espandere il proprio campo d’azione.

Si tratta di un contesto operativo molto differente da quello di un ventennio fa, periodo in cui si sono poste le basi e si è formalizzato l’Agile Manifesto nella concezione nobile: un insieme di 4 valori e 12 principi che danno vita ad un mindset per creare outcome di Valore (ne abbiamo chiacchierato qui).

Nel corso degli anni, però, Agile è diventato: una metodologia, un framework, un processo, un’azione di Scaling, un “pezzo” di DevOps, un tool, e chi più ne ha più ne metta!

Il risultato primario è una forte Confusione, soprattutto nel mondo del middle-management e tra i CxO che sono arrivati al punto di dire “…ancora Agile! Non voglio più sentirne parlare!”.

is scrum agile

Come dicevamo, il mondo è cambiato, si è evoluto e, nonostante i Valori ed i Principi Agili restino un caposaldo di quello che io amo definire “approccio scientifico alla creazione di Valore”, sono diventati sempre più nascosti, soffocati dagli elementi che abbiamo appena citato.

Inoltre, il Manifesto è nato con un focus sul mondo dello sviluppo software, mentre oggi l’Information Technology è Business, per cui probabilmente bisognerebbe rileggerlo e attualizzarlo: in fondo Inspect-and-Adapt è uno dei mantra che come coach cerchiamo di trasmettere alle Persone con cui lavoriamo.

Bisogna quindi tornare al “Cuore” dell’Agile, spolverandone i concetti chiave per renderli auto esplicativi, sia ai diversi livelli organizzativi sia in relazione a diversi campi produttivi. Proprio in tale direzione si sta assistendo alla nascita di alcuni movimenti, tra i quali i più interessanti, allo stato attuale, sono “Modern Agile” ed “Heart of Agile”.

Modern Agile (modernagile.org), proposto da Joshua Kerievsky, rilegge i valori Agile in chiave indipendente dal mondo del software creando la cosiddetta “Modern Agile Wheel”.

Modern Agile Wheel

Modern Agile Wheel

Approccio simile quello seguito da Alistair Cockburn (che ricordiamo è uno dei firmatari del Manifesto) per la creazione di “Heart of Agile” (heartofagile.com).

heart of agile

Heart of Agile Diamond

Le due proposte, anche se con le proprie specificità, oltre ad avere diversi punti di similitudine, condividono l’obiettivo di “tornare alle origini”, riscoprendo in chiave moderna il senso intrinseco dell’Agile. Andremo a dare uno sguardo approfondito a “Modern Agile” e “Heart of Agile” nei prossimi appuntamenti, ma prima è utile fare alcune ulteriori considerazioni in merito a questa spinta “revisionista”.

Non tutti sono convinti che sia necessario rivedere l’essenza del Manifesto Agile, ritenendo che esso esprima già tutto il necessario per creare un contesto dinamico, efficace ed efficiente. Personalmente è un atteggiamento che non condivido molto, perché significherebbe negare l’essenza stessa dell’Agile, fondata sull’adattamento e il miglioramento continuo. Tanto più che già in occasione della conferenza “Agile 2011”, l’argomento fu portato alla luce sollevando diverse discussioni interessanti (https://pragprog.com/magazines/2011-09/the-only-agile-tools-youll-ever-need).

Cosa diversa sono, invece, le preoccupazioni che derivano dalla possibile ulteriore confusione che potrebbe andare a crearsi, e della ulteriore resistenza che potrebbe aggiungere a quanto abbiamo già evidenziato all’inizio. Tale aspetto è tutt’altro da sottovalutare, basti pensare al fatto che ne Kerievsky e ne Cockburn, ad ora, hanno trovato un modo sintetico per definire le loro proposte e rispondere alla domanda: “cos’è….”, dando le seguenti risposte:

            “what is Modern Agile?”… “it is not a framework or a methodology… is a sticker”

“what is Heart of Agile?”… “I think I’ll call it ‘Do this: collaborate, deliver, reflect, and

improve”

Decisamente un po’ troppo vago per spiegarlo a qualcuno, anche considerando che spesso il lavoro fatto nel supporto all’adozione dell’Agile si è concentrato maggiormente sull’adozione di una metodologia specifica o un tool, piuttosto che fornire all’organizzazione gli strumenti per avviare il necessario cambiamento Culturale.

Questo però non è sicuramente un buon motivo per restare ancorati al passato senza valutare i nuovi scenari, considerando immutabile qualcosa che, ripeto, lo è per definizione.

Per ora ci fermiamo qui, sperando di avere da parte vostra spunti e feedback in merito ed aggiornandoci al prossimo appuntamento in cui vedremo più in dettaglio “Modern Agile”.

Stay tuned J

Dopo Wannacry ecco Petya

Nuovo ATTACCO INFORMATICO, molto simile al famoso WannaCry di qualche giorno fa. Il nome è Petya. A differenza del precedetene si diffonde anche mediante mail. Di seguito l’articolo in prima pagina su Repubblica: http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2017/06/27/news/attacco_hacker_globale_un_nuovo_wannacry_colpita_anche_la_centrale_di_chernobyl-169285489/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1 Rispetto a Wannacry sfrutta anche una vulnerabilità nei documenti RTF di Office che posto di seguito: https://blog.nviso.be/2017/04/12/analysis-of-a-cve-2017-0199-malicious-rtf-document/ Al momento l’Italia pare […]

StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam

StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam è un nuovo prodotto StarWind che elimina la necessità della cassetta fisica emulando il tape hardware standard.

Questa soluzione aggiunge un livello di cloud storage all’infrastruttura di backup garantendo la conformità con la regola di backup 3-2-1. Viene creata una copia di backup aggiuntiva sostituendo il costoso storage locale con uno storage cloud più conveniente come Amazon S3 e Glacier

StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam può essere integrato nell’infrastruttura di backup esistente senza l’aggiunta di software di terze parti.

 

La regola di backup 3-2-1

Per garantire di avere i propri dati sempre disponibili, una buona strategia di backup deve rispettare la regola del 3-2-1:

  • 3 copie dei propri dati
  • 2 diversi supporti
  • 1 backup fuori sede

starwindcloudvtlawsveeam02

 

Come funziona StarWind Cloud VTL

Il backup effettuato su cassetta non solo richiede più tempo, ma deve essere organizzato attentamente. Lo staff IT deve gestire le cassette, ruotarle, monitorare i backup e così via. Le cassette e la loro archiviazione fuori sede richiedono costi aggiuntivi presentando un certo rischio di errore poichè è un processo completamente manuale.

Il concetto dietro questa soluzione consiste nel sostituire le cassette fisiche nell’infrastruttura di backup esistente fornendo una replica completamente automatizzata e una collocazione sullo storage cloud Amazon. I dati vengono replicati su uno storage cloud veloce Amazon S3 fornendo una riorganizzazione efficiente verso il più economico Glacier.

starwindcloudvtlawsveeam03

Questa nuova soluzione porta i seguenti benefici:

  • Implementazione della strategia di backup Disk-to-Disk-to-Cloud (D2D2C)
  • StarWind Cloud VTL è una soluzione compatibile con Veeam
  • La capacità di aggiungere un livello di backup tra il cloud storage con diverse prestazioni e le specifiche di efficienza

 

Cos’è il VTL

Utilizzando un backup basato su tape, il trasferimento dei dati è generalmente lento ed incrementa l’RTO. Per velocizzare il processo l’unica possibile soluzione è l’utilizzo della cache dei dischi. Utilizzando la cache come virtual tape library (VTL), i dati vengono scritti nella cache (dischi SATA) in maniera più veloce permettendo di stare nella finestra di backup eliminando il carico verso l’infrastruttura.

starwindcloudvtlawsveeam04

StarWind Virtual Tape Library (VTL) converte gli economici drive SATA in tape virtuali emulando l’esistente cassetta hardware con la possibilità di scaricare i dati nello storage cloud pubblico come Amazon Glacier e Amazon S3, decisamente meno costosi.

Questa soluzione permette inoltre di soddisfare la regola di backup 3-2-1.

 

Integrazione con Veeam

StarWind Cloud VTL è una soluzione compatibile con Veeam ed ogni componente software è stato testato e verificato per garantirne la piena compatibilità.

La tecnologia VTL sarà introdotta nella prossima release Veeam Backup & Replication v10.

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StarWind Cloud VTL per AWS e Veeam è disponibile come 30-day trial per poter testare e provare l’applicazione.

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Configurazione dei Tunnel Port Ranges in Forefront TMG

Un tunnel port range definisce una o più porte TCP su cui Forefront TMG può inviare una richiesta Hypertext Transfer Protocol (HTTP) da un Web proxy client verso un Web server, quando la connessione viene stabilita i pacchetti inviati dal client verso il Web Server sulla porta specificata nella richiesta CONNECT vengono inviati direttamente al the Web Server senza che il Web proxy esegua la deep inspection.

Per impostazione predefinita in TMG le porte TCP definite come tunnel port ranges sono la 443 per l’HTTP over SSL e la 563 per il Network News Transfer Protocol over SSL (NNTPS). Dal momento che il traffico inviato in una connessione stabilita su una porta inclusa in un tunnel port range bypassa le Server policy rules di TMG e la Web proxy inspection solo sulle porte TCP per cui è richiesta la funzionalità di tunneling dovrebbe essere configurato un tunnel port range.

Ci sono però casi in cui è necessario configurare porte TCP diverse dalla 443 e 563 per l’utilizzo del tunnelling, un caso ad esempio è l’implementazione della Carta d’Identità Elettronica che prevede i seguenti prerequisti descritti nell’Allegato 2 della Circolare n. 4 del 2017 dei Servizi Demografici del Ministero dell’Interno:

Disponibilità di un collegamento ad Internet che consenta di raggiungere i seguenti indirizzi:

  • http://www.cartaidentita.interno.gov.it (porta 80),
  • https://cieonlíne.interno.gov.it (porta 443),
  • https://agendacie.interno.gov.it (porta 443),
  • https://dvra.cie.interno.gov.it (porte 8442 e 8443)
  • https://dvraweb.cie.interno.gov.it (porte 80 e 443)

Si consiglia di assicurare un throughput di accesso ad internet di almeno 1 Mbps di tipo simmetrico per ogni postazione di lavoro installata. Per Comuni di grandi dimensioni si consiglia l’adozione di un sistema QoS (quality of service) che consenta di servire con priorità le connessioni verso i servizi CIE indicati.

È possibile utilizzare un proxy purché venga garantito l’accesso agli indirizzi di cui sopra. Nel caso in cui si utilizzi un proxy, la raggiungibilità del servizio dvra.cie.interno.gov.it sulle porte 8442 e 8443 deve avvenire senza la necessità di autenticazione dell’utente. Si consiglia, laddove possibile, di creare regole che consentano la raggiungibilità dei servizi di emissione CIE dalle postazioni senza bisogno per l’operatore Comunale di immettere credenziali di accesso al proxy.

In particolare sulle porte 8442 e 8443 dovrà essere configurato un tunnel port range o in caso contrario la connessione verso dvra.cie.interno.gov.it non verrà eseguita e nel log di connessione di TMG verrà registrato il seguente errore:

Stato: 12204 La porta Secure Sockets Layer (SSL) specificata non è consentita. Forefront TMG non è configurato per accettare richieste SSL da questa porta. La maggior parte dei browser Web utilizzano la porta 443 per le richieste SSL.
Richiesta: dvra.cie.interno.gov.it:8442
Informazioni filtro: Req ID: 0ab9dd41; Compression: client=No, server=No, compress rate=0% decompress rate=0%
Protocollo: SSL-tunnel

Per configurare un tunnel port range in TMG occorre utilizzare Visual Basic Scripting Edition (VBScript) per accedere al modello COM esposto da ForeFront TMG, per informazioni si veda Managing Tunnel Port Ranges.

Di seguito alcuni semplici script per la gestione dei tunnel port ranges.

Visualizzazione dei tunnel port ranges definiti:

Dim root
Set root = CreateObject(“FPC.Root”)
Dim array
Set array = root.GetContainingArray()
Dim tpRanges
Set tpRanges = array.ArrayPolicy.WebProxy.TunnelPortRanges

Dim tpRange
For Each tpRange In tpRanges
WScript.Echo tpRange.Name & “: ” & tpRange.TunnelLowPort & “-” & tpRange.TunnelHighPort
Next

Creazione di un tunnel port range per le porte 8442 e 8443

Dim root
Set root = CreateObject(“FPC.Root”)
Dim array
Set array = root.GetContainingArray()
Dim tpRanges
Set tpRanges = array.ArrayPolicy.WebProxy.TunnelPortRanges

Set newRange = tpRanges.AddRange(“CIE”, 8442, 8443)
tpRanges.Save True
WScript.Echo “Done!”

Eliminazione del tunnel port range per le porte 8442 e 8443

Dim root
Set root = CreateObject(“FPC.Root”)
Dim array
Set array = root.GetContainingArray()
Dim tpRanges
Set tpRanges = array.ArrayPolicy.WebProxy.TunnelPortRanges

tpRanges.Remove(“CIE”)
tpRanges.Save True
WScript.Echo “Done!”

 

Si noti che nell’istruzione che salva il tunnel port range (tpRanges.Save) è stato specificato a True il parametro fResetRequiredServices per riavviare il servizio Firewall, in caso contrario la configurazione del tunnel port range non verrà utilizzata.

Per ulteriori informazioni si veda anche la KB283284 Blank page or page cannot be displayed when you view SSL sites through ISA Server or Microsoft Forefront Threat Management Gateway, Medium Business Edition e il post Configuring custom SSL ports on ISA/TMG server for forward prox.

Attivazione client workgroup tramite KMS

Nel caso in cui occorre attivare tramite un server KMS (Key Management Service) le licenze di client in Workgroup è possibile utilizzare i seguenti metodi.

Metodo 1: Configurare sul client KMS il server KMS a cui fare riferimento

Prima di procede all’impostazione del server KMS assicurarsi che l’ora del client KMS sia la stessa del server KMS, in caso contrario intervenire tramite il comando w32tm (a riguardo si veda la KB974998 When trying to activate you get 0xC004F074 with description “The Key Management Server (KMS) is unavailable”), inoltre assicurarsi che il firewall sul client consenta si connettersi al server KMS sulla porta TCP a cui quest’ultimo risponde (per default TCP 1688).

Per impostare il server KMS è possibile eseguire in un prompt dei comandi aperto con privilegi amministrativi uno dei seguenti comandi:

  • Assegnazione del server KMS utilizzando il FQDN:
    cscript slmgr.vbs /skms <KMS_FQDN>:<port>
  • Assegnazione del server utilizzando l’indirizzo IP versione 4:
    cscript slmgr.vbs /skms <IPv4Address><:port>
  • Assegnazione del server utilizzando l’indirizzo IP versione 6:
    cscript slmgr.vbs /skms <IPv6Address><:port>
  • Assegnazione del server utilizzando il nome NETBIOS:
    cscript slmgr.vbs /skms <NetbiosName><:port>

Dopo aver impostato il server KMS è possibile provare ad avviare l’attivazione eseguendo in un prompt dei comandi aperto con privilegi amministrativi il seguente comando:

cscript slmgr.vbs /ato

A riguardo si veda il post KMS in a workgroup environment

Metodo 2: Configurare sul client KMS la risoluzione dell’SRV Resource Record relativo al server KMS

Per la rilevazione del server KMS sulla rete è possibile configurare un record DNS di tipo A per server KMS e quindi un record di tipo SRV con le seguenti impostazioni:

  • Service: _VLMCS
  • Protocol: _TCP
  • Port number: Porta TCP configurata sul serve KMS (defaul 1688)
  • Host offering the service: Fully qualified domain name (FQDN) del server KMS

A riguardo si veda il post Configure KMS in an untrusted forest or workgroup.

Il client KMS dovrà essere in grado di eseguire query sul domino DNS su cui sono stati configurati i record DNS relativi al server DNS. Affinché ciò sia possibile sarà necessario configurare correttamente le impostazioni di rete del client KMS tramite DHCP o mediante impostazione manuale.

Se si configurano le impostazioni di rete del client KMS tramite DHCP occorre verificare che vengano passate le seguenti impostazioni

  • Server DNS (Opzione DHCP 006)
  • Nome di dominio DNS (Opazione DHCP 015)

Analogamente se le impostazioni di rete sono configurate manualmente occorre impostare i server DNS e il suffisso DNS:

VMworld: la storia dell’innovazione passa (anche) da qui – Parte II


Iniziato nel 2004 come evento che raccoglieva un ristretto numero di appassionati, oggi
il VMworld è uno degli appuntamenti principali del mondo IT. E, nel corso degli anni, il VMworld ha rappresentato un’anticipazione sul futuro e sui trend del mercato dell’Information Technology.


VMworld 2010
San Francisco, California, e Copenhagen, Danimarca

 

Davanti a 17.000 persone, VMware presenta una nuova strategia e nuovi prodotti per aiutare le aziende e le istituzioni a superare il concetto di “IT come centro di costo”, verso un modello di “IT as a Service”, che crei un nuovo approccio a ogni livello di una moderna infrastruttura IT: infrastruttura, applicazioni e accesso per gli utenti.

Molte anche le novità tecnologiche per un’edizione che si rivela ricca di innovazione: VMware vCloud™ Director, la famiglia VMware vShield™ e i VMware vCloud Datacenter Services, che danno il via all’introduzione di un modello di cloud ibrido in grado di mettere in perfetto collegamento cloud pubblici e privati.

“Due anni fa VMware ha elaborato una nuova vision per modernizzare il data center e trasformare l’IT. Questa settimana stiamo facendo significativi passi avanti per far diventare realtà questo nuovo mondo dell’IT as a Service e del Cloud Computing ibrido” dichiara Paul Maritz, Presidente e CEO di VMware, durante il keynote di San Francisco.

 

VMworld 2011
Las Vegas, Nevada, e Copenhagen, Danimarca

 

“Own It. Your Cloud.” Questo lo slogan dell’evento che a Las Vegas vede 19.000 partecipanti.

E proprio sul cloud si concentrano i grandi annunci di prodotto di questa edizione: viene presentato vCloud, che rende più semplice per le aziende trovare, connettersi e gestire i servizi cloud del più vasto network di service provider al mondo. Fra le novità anche vCloud Connector 1.5, creato per vedere, trasferire e gestire carichi di lavoro fra cluster vSphere, cloud pubblici e privati.

Quell’anno il palco del VMworld Europe vede la presenza di un’eccellenza italiana, Ducati, che dichiara di aver virtualizzato il 75% dei propri sistemi da giugno 2007, abbattendo del 30% i propri costi hardware. Sulla nuova infrastruttura virtuale, Ducati è riuscita a implementare rapidamente nuove applicazioni d’importanza vitale in un settore dove realmente la velocità fa la differenza, ed è riuscita a lanciare sul mercato nuovi prodotti in tempi inferiori rispetto al passato.

 

VMworld 2012
San Francisco, California, e Barcellona, Spagna

Sotto il cappello “Right Here, Right Now”, l’evento vede più di 200 sessioni e Lab, più di 125 sponsor e espositori e ben 21.000 partecipanti negli Stati Uniti e 7.000 in Europa.

È l’anno dell’avvicendamento fra Paul Maritz e Pat Gelsinger alla guida della società ed è anche la prima volta che si parla di data center software-defined con l’annuncio della nuova VMware vCloud® Suite 5.1: i vantaggi della virtualizzazione vengono estesi a tutti gli ambiti del data center – compute, storage, networking e ai relativi servizi associati alla disponibilità e alla sicurezza.

È una piccola rivoluzione: l’architettura del data center definito dal software astrae tutte le risorse hardware per concentrarle in un pool aggregato utilizzando l’automazione per renderlo disponibile in maniera sicura ed efficiente.

 

VMworld 2013
San Francisco, California e Barcellona, Spagna


Sono passati dieci anni dal primo VMworld, i partecipanti dell’edizione US sono diventati oltre 22.000 e più di 9.000 in Europa, le novità tecnologiche annunciate sempre più innovative.

A un anno dall’introduzione dell’architettura software-defined data center, l’offerta pionieristica di VMware che ha guadagnato ampi consensi sia tra le grandi aziende che tra le start-up, vengono presentati nuovi prodotti e servizi progettati per aiutare l’IT ad accelerare l’adozione di una architettura software-defined in aree come il networking e la sicurezza, lo storage e l’availability, la gestione e l’automazione: si tratta di VMware NSX, VMware Virtual SAN, VMware vCloud Suite 5.5 e VMware vSphere® with Operations Management 5.5.

“Con gli annunci di oggi, VMware sta facendo un ulteriore passo avanti nell’aiutare le aziende a diventare più agili, reattive e profittevoli, commenta Raghu Raghuram, Executive Vice President, Cloud Infrastructure and Management di VMware nel corso del keynote. “I nuovi prodotti come VMware NSX e VMware Virtual SAN ridefiniranno l’hypervisor e il suo ruolo nel data center”. E aveva ragione…

 

 

VMworld 2014
San Francisco, California e Barcellona, Spagna
 



Il tema dell’edizione del 2014 è “No Limits”, che per VMware significa eseguire qualsiasi applicazione, su qualsiasi dispositivo, ovunque, utilizzando i prodotti VMware per far sì che tutto accada, naturalmente.

Anche quest’anno il focus è sul software-defined data center, con importanti novità che danno ai clienti ulteriori possibilità supportando framework open e ambienti di cloud ibrido con o senza tecnologia VMware. Fra le novità, VMware Integrated OpenStack, una nuova soluzione che consente alle organizzazioni IT di offrire API OpenStack in modo efficace tenendo conto delle esigenze degli sviluppatori e di fornire strumenti on top all’infrastruttura VMware.

Pat Gelsinger commenta: “Grazie alle tecnologie software-defined le aziende possono ora agire a una velocità senza precedenti. Questa capacità di avere un impatto reale è la chiave del successo del software-defined data center. VMware continua a innovare rendendolo più aperto, sicuro e agile.”

 

 

VMworld 2015
San Francisco, California e Barcellona, Spagna


Focus sull’hybrid cloud quest’anno, con l’annuncio di nuovi servizi per il cloud pubblico e nuove soluzioni per il software-defined data center che mirano ad aiutare i clienti a creare applicazioni più velocemente, migliorare la sicurezza IT e risolvere rapidamente i problemi, fornendo valore al business.

Raghu Raghuram, Executive Vice President e General Manager Software-Defined Data Center Division, commenta nel corso del keynote: “La digital transformation sta creando nuove opportunità e nuovi rischi in tutti i settori e le applicazioni sono il carburante di questa trasformazione. Con la strategia One Cloud, Any Application, Any Device e con la piattaforma unificata per il cloud ibrido, VMware offre alle organizzazioni leader del mercato la possibilità di distribuire queste app con la stabilità, la sicurezza e l’affidabilità di un’azienda enterprise e di innovare con l’agilità di una startup”.

La parola chiave di questa edizione è anche “containers”: VMware presenta infatti due anteprime tecnologiche: VMware vSphere Integrated Containers e VMware Photon Platform, che consentono ai team delle IT operation di fornire container in produzione on-premise e su cloud pubblico di VMware, VMware vCloud Air.

 

VMworld 2016
Las Vegas, Nevada, e Barcellona, Spagna 

 

Arriviamo cosi alla più recente edizione del VMworld, che registra numeri incredibili:

  • 000 partecipanti negli Stati Uniti
  • Più di 10.000 partecipanti in Europa
  • Oltre 2.000 membri del VMUG
  • Oltre 2.900 partner
  • Quasi 100 giornalisti
  • 96 Paesi presenti

Gli annunci sono molto significativi perché segnano una svolta nelle relazioni di VMware con i propri partner. Sul palco Pat Gelsinger dichiara che, entro il 2030, il 52% di tutte le infrastrutture IT sarà ospitato su cloud pubblici. Il CEO affronta anche la crescita esponenziale dei dispositivi connessi, stimando che entro i primi tre mesi del 2019 ci saranno più dispositivi connessi che persone connesse.

Sono due gli annunci che segnano questa edizione: l’accordo con Amazon Web Services e quello con IBM: VMware Cloud on AWS è il frutto di un’alleanza strategica per costruire e fornire un’offerta ibrida perfettamente integrata che offra ai clienti l’esperienza del software-defined data center (SDDC) del leader nel private cloud, sul cloud pubblico più popolare, affidabile e robusto del mondo. VMware Cloud on AWS permette ai clienti di far girare le applicazioni in ambienti cloud privati, pubblici e ibridi basati su VMware vSphere.

VMware e IBM annunciano invece la disponibilità di servizi cloud che consentono alle organizzazioni di spostare rapidamente e facilmente carichi di lavoro nel cloud. Con più di 500 clienti condivisi, tra cui Marriott International, la partnership tra IBM e VMware aiuta molte aziende a estendere workload esistenti nel cloud in poche ore. Inoltre, IBM annuncia la formazione di circa 4.000 professionisti, fornendo loro le competenze necessarie per offrire ai clienti soluzioni VMware.

VMware presenta anche l’ampliamento della propria strategia per il cloud ibrido con la nuova VMware Cross-Cloud Architecture che permette ai clienti di eseguire, gestire, connettere e proteggere le applicazioni su cloud e sui dispositivi in un ambiente operativo comune.

 

 

E quest’anno…

 

 

Il countdown per il VMworld 2017, che si terrà dal 27 al 31 agosto a Las Vegas e dall’11 al 14 settembre a Barcellona, è iniziato.

Molte le novità attese: ci sarà una grossa enfasi sulla Cross-Cloud Architecture, l’architettura di cloud ibrido più completa del mondo, in grado di supportare concretamente le aziende nel promuovere la trasformazione digitale, ma lasciando loro la libertà di dedicarsi all’innovazione sui cloud. Non mancheranno attenzione alla mobility e a vSAN, elemento fondamentale del software-defined data center.

 

Di sicuro, anche quest’anno il VMworld rappresenterà un’occasione per capire meglio dove sta andando il mercato IT e per comprendere ancora una volta come VMware sia a pieno titolo fra le aziende che definiscono le tendenze e l’innovazione tecnologica.

 

 

NAKIVO Backup & Replication 7.2 novità

NAKIVO Backup & Replication 7.2 novità

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NAKIVO ha annunciato l’imminente uscita della nuova release di NAKIVO Backup & Replication 7.2, la soluzione software di backup per la protezione degli ambienti VMware, Hyper-V ed AWS EC2.

La nuova versione introduce alcune novità che completano il già ricco set di funzioni offerte dall’applicazione.

 

Novità

Le funzioni più interessanti nella nuova release riguardano principalmente MS-SQL Server con l’introduzione del log truncation e dell’items restore.

 

VM Backup Appliance per NAS Asustor

Oltre ai NAS QNAP, Synology e Western Digital, la nuova release ora supporta anche il NAS Asustor.

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Il software di backup, l’hardware, lo storage e la deduplica dei dati sono contenuti all’interno della stesso device incrementando la velocità fino a 2x del backup e della replica rispetto alla soluzione del backup VM-based.

 

Microsoft SQL Log Truncation

I file di transaction log sono un importante componente di Microsoft SQL Server poichè contengono tutte le transazioni del database ed in caso di problemi sono fondamentali per il processo di ripristino dei dati. Se questi file non vengono monitorati, crescono a dismisura riempiendo spazio prezioso nello storage fino a causare il crash del Server SQL.

Per evitare che i file di log crescano in maniera incontrollata, la versione 7.2 introduce la funzione Microsoft SQL Log Truncation che automaticamente effettua il truncate dei file di log dopo aver effettuato con successo il backup o la replica della VM.

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Instant Object Recovery for Microsoft SQL

Cancellazioni accidentali, corruzione del database, conseguenze di un ransomware o altri tipi di malware verso i dati salvati nel database MS-SQL possono causare notevoli problemi al business svolto.

Con l’introduzione dell’Instant Object Recovery for Microsoft SQL, è ora possibile ripristinare facilmente i singoli oggetti del Server SQL (database e tabelle) nel Server SQL sorgente o differente direttamente dai backup delle VM compressi e deduplicati.

Il processo è piuttosto intuitivo. Dal wizard bisogna specificare il Recovery server e la SQL instance da processare.

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Quindi selezionare l’item da recuperare.

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Specificare le recovery options per ripristinare i dati richiesti. I dati che si possono recuperare dipendono dall’RPO impostato nel job di backup.

nakivo72whatsnew06

 

Calendar Dashboard

Una nuova funzione molto utile introdotta nella versione 7.2 è la Calendar Dashboard dove è possibile vedere tutti i job nel calendario ed individuare velocemente gli slot liberi nella finestra di backup.

I nuovi job di backup possono essere schedulati direttamente dal calendario in modo da avere una visione globale dei backup e della loro durata. I calendari sono inoltre integrati direttamente nel wizard di configurazione del job.

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Job Scheduler flessibile

E’ ora possibile aggiungere schedulazioni multiple per singolo job in modo da poter eseguire lo stesso job di backup in orari deversi.

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La data di rilascio della versione 7.2 di NAKIVO Backup & Replication non è al momento ancora nota.

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Windows 10 Insider Preview, rilasciata la build 16226 nel Fast Ring

Non è passato molto tempo dall’ultima build di Windows 10 Insider Preview, rilasciata nel “Ramo Veloce”, ed eccoci qui a mostrarvi le novità più importanti annunciate con il rilascio della build 16226.

Ricordiamo che Windows 10 Fall Creators Update, il nuovo aggiornamento di funzionalità, sarà rilasciato a settembre 2017.

Novità di Windows 10 build 16226

Nuove funzionalità in Microsoft Edge

Maggiore controllo sulla chiusura delle tab. Partendo dal lavoro fatto nella build 16199, Microsoft ha aggiornato Edge in modo da garantire che la X sia sempre disponibile per chiudere la scheda attualmente attiva. Questo anche in presenza di una, spesso “simpatica”, finestra di dialogo JavaScript (Avviso, prompt, ecc.) la quale potrebbe interrompe l’acceso ai vari comandi del browser.

Importazione dei dati da un altro browser più semplice. Finalmente è possibile trasferire anche Cookie e Impostazioni da Google Chrome verso Microsoft Edge.

Copia e Chiedi a Cortana. Quando si selezionerà un testo all’interno di un file EPUB, potremo copiarlo (Figura 1) o cercare informazioni attraverso la funzione Chiedi a Cortana (Figura 2), con la possibilità di aggiungere note, evidenziare e sottolineare il testo.

Figura 1 – Nuove funzioni per i file EPUB in Microsoft Edge, Copia e Chiedi a Cortana

Figura 2 – Chiedi a Cortana in esecuzione direttamente dal file EPUB dopo aver selezionato una parola

Aggiungere delle note con l’inchiostro digitale. Se avete un dispositivo compatibile con la piattaforma Windows Ink, sarà possibile aggiungere delle note, ad un testo selezionato, direttamente con l’input Penna (Figura 3).

Figura 3 – Note scritte a mano attraverso Windows Ink

Nuova gestione per il salvataggio e modifica dei preferiti. Ritorna, a grande richiesta, la possibilità di salvare i Preferiti, utilizzando la vista ad albero gerarchico, direttamente nella finestra di salvataggio di un nuovo preferito (Figura 4). In più si potrà modificare l’URL dei nostri preferiti dal menu Preferiti o dalla Barra dei Preferiti (Figura 5).

Figura 4 – Nuova gestione dei Preferiti in Microsoft Edge

Figura 5 – Modifica dell’URL di un preferito direttamente dalla barra dedicata

Gestione dei Preferiti per i professionisti IT. Tramite Group Policy e MDM sarà possibile configurare i preferiti all’interno di infrastrutture centralizzate, inclusa la possibilità di definire e bloccare una serie di preferiti pre-configurati in aggiunta a quelli dell’utente.

Aggiornamenti per le Emoji

Presente il supporto alla versione 5.0 delle emoji (le faccine a cui tutti siamo abituati) con gli ultimi aggiornamenti dell’Unicode. Il nuovo pannello emoji, introdotto con la build 16215, è stato aggiornato con il supporto al tema scuro di Windows 10 e la ricerca delle emoji attraverso l’utilizzo di parole chiave (Figura 6). Nota: Esso è disponibile solo per la tastiera USA, al momento, e può essere attivato attraverso queste due scorciatoie da tastiera: Win + (.) o Win + (;).

Figura 6 – Aggiornamento del nuovo pannello Emoji

File su richiesta in OneDrive

Finalmente uno dei ritorni più attesi dai tempi di Windows 8.1, i nuovi Placeholder. Ora il nome è cambiato in File su richiesta (File On-Demand) e funzionano esattamente come in Windows 8.1, portando importanti miglioramenti in termini di semplicità e chiarezza. Questa funzione era stata rimossa con l’arrivo di Windows 10, perché, nella versione precedente del sistema operativo, aveva generato non poca confusione negli utenti.

Ma di cosa si tratta in pratica? Tutti i file presenti nel nostro OneDrive vengono visualizzati in Esplora file come se fossero quelli di una comune chiavetta USB o cartella, a prescindere dalla loro presenza fisica o meno sul computer locale. Infatti, sempre in Esplora file, viene introdotta una nuova colonna di Stato dove sarà possibile conoscere in tempo reale l’effettiva disponibilità dei singoli file e cartelle (Figura 7).

Figura 7 – Nuova funzione File su richiesta in OneDrive

Ci riserviamo di scrivere un articolo dedicato a questa importante e utile “novità” non appena sarà resa più stabile e sicura.

Dalla build 16226, quando si accede a un file presente solo online, viene introdotta una notifica di sistema che mostra, nel dettaglio, quale file viene scaricato e quale app l’ha richiesto (Figura 8). Dalla stessa notifica sarà possibile annullare il download e nascondere la stessa notifica. Per coloro che amano le impostazioni avanzate, sarà possibile impedire alla singola app di richiedere il download di un file presente sul nostro OneDrive.

Figura 8 – Notifica relativa allo scaricamento di un file online da parte di un’app

Miglioramenti alla tastiera touch/virtuale

Nella build 16215 sono state introdotte diverse novità per quanto riguarda la tastiera virtuale, con la build 16226 il suggerimento avanzato delle parole e la modalità Swipe ora supportano l’Italiano (Figura 9), assieme ad altre lingue.

Figura 9 – Migliramenti della tastiera virtuale che richiama quella di Windows Phone

Altre novità presenti: la possibilità di spostare la tastiera all’interno dello schermo in maniera più semplice e intuitiva, una nuova icona per incollare il testo copiato precedentemente e un aggiornamento delle impostazioni (Figura 10).

Figura 10 – Aggiornamento delle impostazioni nel pannello della tastiera virtuale

Miglioramenti per le interazioni con l’input Penna in Windows 10

  • La scrittura a mano libera attraverso l’input Penna viene migliorata.
  • Lo scorrimento naturale di qualsiasi contenuto utilizzando la penna, introdotto nella build 16215 per le sole app UWP, viene esteso anche alle app Win32.

Miglioramenti nelle Impostazioni e nella User Experience

Monitoraggio delle prestazioni della GPU. Il glorioso Gestione attività (Task Manager) ora include il monitoraggio delle attività/operazioni svolte dalla scheda grafica (GPU) per ogni suo singolo componente (ad esempio, 3D e Video decoding/encoding), così come le statistiche di utilizzo della memoria grafica (Figura 11). Nota: Questa funzione è ovviamente in via di sviluppo ed la prima volta che compare in Windows 10.

Figura 11 – Monitoraggio della GPU all’interno di Gestione attività

Processi raggruppati in Gestione attività. Dopo i Servizi, finalmente non impazziremo più nel cercare il processo X di quell’applicazione Y che, puntualmente, “non risponde”. L’esempio più semplice è quello di aprire più schede in Microsoft Edge e, in Gestione attività, verranno mostrati i nomi di quelle attive nel browser (Figura 12). In questo modo sarà più semplice identificarne una in particolare.

Figura 12 – Processi raggruppati in Gestione attività

Aggiornamenti di Sensore memoria (Storage Sense). Nella ridisegnata sezione Sensore memoria (Sistema > Archiviazione > Sensore memoria) sarà possibile Eliminare le versioni precedenti di Windows in maniera semplice e veloce (Figura 13).

Figura 13 – Sezione Sensore memoria, ridisegnata e con una nuova opzione

Nuova sezione per la gestione del Desktop Remoto (Impostazioni > Sistema > Desktop remoto). Continua lo “smantellamento” del vecchio Pannello di Controllo per farlo convergere all’interno delle nuove Impostazioni PC. Da questa build, infatti, è possibile gestire le impostazioni del Desktop remoto (Figura 14), comprese le Impostazioni avanzate (Figura 15), direttamente dalle Impostazioni PC di Windows 10 con una nuova sezione dedicata.

Figura 14 – Nuova sezione per la gestione del Desktop remoto

Figura 15 – Impostazioni avanzate del Desktop remoto

Miglioramenti nell’aggiornamento del sistema. Se fallisce l’installazione di un aggiornamento, quando disponibile in Windows Update, verrà visualizzata una stringa testuale per descrivere l’errore. Questo testo, e il relativo codice di errore (se visibile), saranno selezionabili in modo da poterli copiare e incollare, ad esempio, in una chat di supporto tecnico.

Miglioramenti della Shell di Windows 10

Reveal. Attivo per impostazione predefinita, in tutti gli elenchi (ListView) e gli altri controlli XAML, l’effetto Reveal. Esso sarà visibile al passaggio del mouse su un elemento (Figura 16) e, anch’esso, fa parte del Fluent Design, una delle grosse novità per l’ecosistema Windows 10 in termini di UI e UX.

Figura 16 – Demo dell’effetto Reveal

Aggiornato il menu contestuale di Esplora file. È possibile selezionare Condivisione direttamente in Esplora file, attraverso un clic con il tasto destro su di un file, abilitando così il classico menu contestuale (Figura 17).

Nota: Condividi con è stato sostituito con Dare accesso a.

Figura 17 – Menu contestuale aggiornato in Esplora file

Miglioramenti per l’Accessibilità

Descrizione automatica delle immagini. L’Assistente vocale, presente in Windows, grazie al contributo dei sistemi d’intelligenza artificiale di Microsoft, è in grado di generare automaticamente delle descrizioni alle immagini senza un testo alternativo allegato. Per funzionare è richiesta la connessione ad Internet.

Migliorata la Lente di ingrandimento. Sarà possibile abilitare l’anti-aliasing bitmap all’interno delle Impostazioni della Lente d’ingrandimento (Accessibilità > Lente d’ingrandimento). Il testo, quando sarà ingrandito, risulterà più morbido e leggibile (Figura 18), eliminando così il fastidiosissimo classico effetto pixel.

Figura 18 – L’opzione Anti-aliasing bitmap, della Lente d’ingrandimento di Windows 10 build 16226, in azione

Miglioramenti per i professionisti IT

Windows 10 e SMB1. Era già stato annunciato e, da questa build in poi, il protocollo SMB1 (quello utilizzato da WannaCry per intenderci) non sarà più disponibile in Windows, come parte di un piano di sicurezza pluriennale. Quando verrà effettuata un’installazione pulita di Windows 10 build 16226, e successive, il protocollo di rete SMB1 sarà rimosso per impostazione predefinita. Al momento essa non riguarda gli aggiornamenti da una build all’altra.

Questo cambiamento è necessario al fine di ridurre la superfice d’attacco del sistema operativo. Altri dettagli:

  • Tutte le edizioni Home e Professional di Windows 10 ora hanno il componente Server di SMB1 disinstallato per impostazione predefinita. Il client SMB1 rimane, invece, installato. Questo significa che sarà possibile collegarsi ai dispositivi da Windows 10 utilizzando il protocollo SMB1, ma non sarà possibile collegarsi a Windows 10 con il medesimo protocollo. Se non utilizzate SMB1, Microsoft consiglia di disinstallarlo.
  • Tutte le edizioni Enterprise ed Education di Windows 10 hanno il protocollo di rete SMB1 completamente disinstallato, sia Server che Client.
  • Rimuovendo SMB1 non sarà più possibile utilizzare il vecchio servizio Computer Browser. Esso dipende strettamente dal protocollo di rete SMB1 e non può funzionare senza.

Per maggiori informazioni sul perché il protocollo di rete SMB1 vada rimosso vi rimandiamo a questo post, mentre per informazioni su programmi e dispositivi che richiedono SMB1 vi lasciamo quest’altro post.

Miglioramenti in Hyper-V. Finalmente sarà possibile condividere facilmente le proprie macchine virtuali grazie ad un nuovo pulsante presente sulla barra di Virtual Machine Connection (Figura 19). Facendo clic sul pulsante la VM verrà compressa in un file .VMCZ. Successivamente basterà copiarlo in una nuova destinazione e fare doppio clic sullo stesso per importare la macchina virtuale.

Figura 19 – Nuova funzione di condivisione e compressione di una macchina virtuale in Hyper-V

 

Altre informazioni in merito a ulteriori miglioramenti e fix per PC introdotti in questa build li trovate nel post ufficiale del Blog di Windows consultabile a questo link.

In ultimo, vi ricordiamo che le build Insider di Windows 10 non sono stabili ed è quindi consigliabile utilizzarle in ambienti di test (o virtuali) e non direttamente in produzione.

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