La defezione dello scopo elementare

Non so voi ma io sono veramente frustrato da come i cosiddetti professionisti dell’informatica continuano a creare prodotti che hanno una usabilità pari a quella del manuale di istruzioni per il montaggio di una centrale atomica, laddove ne esistesse uno. Tutto ciò ti fa letteralmente sentire un demente (non importa quanti diplomi, lauree, master o… computer hai a casa) e ti spinge alla ricerca di una società con servizi che abbiano più a cuore i propri utenti.

Il mondo dell’IT è pieno di soluzioni di merda!

Partiamo da qui per essere onesti e per poter capire dove intervenire e cominciare a migliorare una situazione che sembra peggiorare continuamente.

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Ma come si fa: siti web in cui non si trova mai quello che serve, messaggi di errore tecnici o generici che rimandano ad un call center che non risponde mai se non dopo minuti di attesa e con soluzioni generiche del tipo “ma lei è sicuro di aver inserito l’email con il simbolo della chiocciola?...” a cui ti viene voglia di rispondere stizzito: “Certo che no! L’ho inserita scrivendo la parola “chiocciola””… ma che domanda è ?!?!!!

Non parliamo dei sistemi di autenticazione: username fatte da decine di caratteri, tanto che non basta un post-it per contenerle, password che scado ogni 30giorni e che devi obbligatoriamente cambiare senza poter riutilizzare le ultime 3-4, in aggiunta token e sms di ogni tipo…. e poi ci si prende anche il lusso di bloccare gli account dopo “pochi” tentativi con la scusa “eh… ma è per vostra sicurezza!” Ma che diamine significa?!!

Il risultato è che ognuno di noi ha obbligatoriamente un foglio, o uno strumento digitale, in cui ha annotato le informazioni dei 15-20 account che mediamente abbiamo. Non è umanamente possibile ricordarsi sta roba!

E le App mobile…. oh le App mobile.. un universo in cui tutto è concesso!

Un mondo strano, in cui si fa la corsa a chi ne ha di più (al liceo i giochi erano ben altri J), ma poi, quando le si usa, fanno giusto due cosine e rimandano al sito web, ovviamente non progettato minimamente per una user experience accettabile su mobile… e sottolineo user experience e non “responsive”… parola tanto cara, ma che in soldoni “ridimensiona” il sito per i diversi dispositivi, tenendo inalterato, nel migliore dei casi, il modo di utilizzarlo.

Basta!!!!!!!!!

Vi prego, tiriamo tutti un bel sospiro e contiamo fino 10 prima di iniziare il nostro prossimo progetto! Si, perché è nostra responsabilità, quali professionisti, aiutare e indirizzare chi ci chiede di realizzare una soluzione a supporto del proprio business. Non importa quale tra il milione di titoli che accompagnano il nostro settore (con una predominanza di “chief”, capi di qualcosa che non c’è) abbiamo: si tratta di una nostra responsabilità, punto e basta!

Quando il committente ci parla, non pensiamo “quale linguaggio di programmazione userò per la mia App”, piuttosto chiediamogli “fammi passare il tempo necessario con gli utenti potenziali in modo da rendere l’utilizzo della soluzione semplice e funzionale alle tue esigenze e a quelle dei tuoi utenti”.

Sedendovi in un’auto, cosa vi aspettate di fare: inserire la chiave, accenderla e iniziare il vostro viaggio. Non è un plus, è il motivo per cui l’avete comprata. Perché quando si usa un software questa deve essere una “speranza”, mettendo già in conto che lo stesso farà cose strane e che si è fortunati se si riesce almeno ad utilizzarlo, quasi lo facciate solo perché siete obbligati e non perché potete averne un vantaggio.

Ricordiamoci sempre che le soluzioni software sono strategiche per il business e vanno realizzate con tale obiettivo… il resto è noia… come diceva un noto cantante del Bel Paese.


Stay tuned J

SID 2017

Il SID (Server Infrastructure Day) è la conferenza IT Pro Business organizzata da Inside Technologies e dalla community WindowServer.it, dedicata a tutte le aziende, che ti permette di conoscere le novità dei prodotti e le best-practice di implementazione. Tutte le aziende hanno bisogno di essere sempre operative e di ridurre i costi di gestione; scopo della conferenza è di mostrare quali sono gli strumenti giusti per la vostra azienda e di studiare una strategia vincente per il futuro. L’edizione 2017 (la sesta) del SID si terrà il 14 e 15 giugno 2017 presso il Palazzo Lombardia […]

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ESET ERA v6 certificato SSL

La versione 6 di ESET Remote Administrator è disponibile sia per l’installazione su server esistenti oppure direttamente come VA installabile in ambienti virtuali (VMWare o Hyper-V), per questo post farò riferimento alla versione VA.

L’accesso alla console avviene tramite web e in particolare tramite HTTPS utilizzando un certificato SSL del tipo self-signed il che comporta il solito messaggio di warning di tutti i browser.

Avendo a disposizione un certificato SSL valido, single label o wildcard, possiamo installarlo nella VA così da non avere più problemi. Quello che ci serve sono 3 file:

  • mycert.pem = Certificato nel formato PEM
  • mykey.pem = Chiave privata nel formato PEM
  • cacert.pem = Certificato intermedio e certificato CA nello stesso file

Se abbiamo tutto disponibile possiamo loggarci via SSH nella VA e segurie i seguenti passi:

 

  1. Conversione del certificato e della chiave privata nel formato PKCS#12:

    openssl pkcs12 -export -in mycert.pem -inkey mykey.pem -out myserver.p12 -name tomcat -caname root_ca -chain -CAfile cacert.pem

    Il comando richiederà l’inserimento di una password per proteggere il file contenitore PKCS#12.

  2. Creazione del keystore:

    keytool -importkeystore -deststorepass mypass -destkeypass mypass -destkeystore keystore.jks -srckeystore myserver.p12 -srcstoretype PKCS12 -srcstorepass p12pass -srcalias tomcat -destalias tomcat

    dove:
    – srcstorepass è la password impostata nel passaggio 1
    – mypass è la password usata per proteggere il certificato all’interno del keystore

  3. Copiare il file keystore.jks creato al passo 2 nella cartella /etc/tomcat

  4. Editare il file /etc/tomcat/server.xml, modificando le seguenti righe con la password precedentemente impostata:

    keystoreFile=”/etc/tomcat/keystore.jks” keystorePass=”mypass”

  5. Riavviare ERA. Dopodichè collegandovi alla console i gestione non dovreste più ricevere il messaggio di warning.

DEV s IT – il primo evento per sviluppatori e sistemisti al Politecnico di Bari, 25 maggio

L’anno scorso abbiamo organizzato al Politecnico di Bari il primo Cloud Day, nel quale abbiamo illustrato le principali novità e visioni del mondo Microsoft con l’aiuto di Paola Presutto (Technical Evangelist di Microsoft Italia), Microsoft Student Partner e Professionisti del settore DEV e IT. Proprio queste ultime due parole, unite dalla congiunzione “e”, nascondono due branche dell’informatica talmente vaste che spesso vengono un po’ troppo sottovalutate: Sviluppatore e Sistemista.

Oggi la tecnologia incontra nuove frontiere mai esplorate rivoluzionando il modo di concepire l’utilizzo dei dati e, per questo motivo, le Community ICT Power e DotNetSide, in collaborazione con Microsoft Italia, Politecnico di Bari e Azione Universitaria Politecnico, vi propongono una giornata intera dedicata alla conoscenza delle potenzialità offerte da entrambe queste figure professionali con un extra trasversale ed inedito.

La conferenza gratuita, dedicata a studenti, professionisti e curiosi, vedrà la presenza di diversi ospiti e professionisti tra cui alcuni Evangelist di Microsoft Italia. Dopo la Sessione Plenaria (Keynote), ci saranno diverse sessioni distribuite su 2 track parallele per sviluppatori (aula magna) e sistemisti (aula multimediale). Come sempre non mancheranno delle sorprese e vi consigliamo caldamente di rimanere fino alla fine.

Vi aspettiamo a Bari il 25 maggio 2017 alle ore 9.00 presso l’Aula Magna Attilio Alto del Politecnico di Bari (c/o Campus Universitario) in Via Edoardo Orabona 4 e per iscrivervi è necessario registrarsi a questa pagina Eventbrite.

Sessione plenaria (Aula Magna)
09.00 – 09.30 Registrazione e accoglienza

09.30 – 09.45 Apertura istituzionale

09.45 – 11.15 Keynote ( Italian Microsoft’s Developer Experience (DX) division)

11.15 – 11.30 Pausa

Sessione Dev (Mattina – Aula Magna) Sessione IT (Mattina – Aula Multimediale )
11:30 – 12.15 A beginner’s guide to your first ChatBot
Giulio Mallardi, Solution Architect

12:15 – 13.00 Cloud 360°: A lap around Microsoft Azure
Lorenzo Barbieri, Cloud Wizard @Microsoft

13:00 – 14:00 Pausa pranzo libera

11:30 – 12.15 Windows 10 vs IT
Gianluca Nanoia, IT Expert

12:15 – 13.00 Geek Cafè
Vito Macina, MVP

13:00 – 14:00 Pausa pranzo libera

Sessione Dev (Pomeriggio – Aula Magna) Sessione IT (Pomeriggio – Aula Multimediale)
14:00 – 14.45 Overview of .NET Core and .NET Standard
Fabio Cozzolino, MVP e DotNetSide

14:45 – 15.30 Deep dive into a Cross-Platform world with Xamarin
Salvatore Aprile, DotNetSide

15.30 – 16.15 “Tutto quello che sai sul parlare in pubblico è sbagliato!” [Sessione per tutti]
Lorenzo Barbieri, Cloud Wizard @Microsoft

16.15 – 17.00 Artificial Intelligence
Andrea Benedetti, Director of Technical Evangelism @Microsoft

14:00 – 14.45 Introduzione alla sistemistica – Parte 1
Nicola Ferrini, MVP e Microsoft Regional Director

14:45 – 15.30 Introduzione alla sistemistica – Parte 2
Nicola Ferrini, MVP e Microsoft Regional Director

15.30 – 16.15 Cybersecurity: perché ne abbiamo bisogno?
Gianluca Nanoia, IT Expert

16.15 – 17.00 Hybrid Cloud with Microsoft Azure
Paola Presutto, Senior Technical Evangelist @Microsoft

Sessione conclusiva (Aula Magna)
17.00 – 17.45 Saluti ed extra

 

Questa giornata prosegue un percorso iniziato nel 2016, portando ancora una volta a Bari: innovazione, conoscenza e opportunità di fare rete!

PASSGIVC – Apache Zeppelin e SQL Server: Un fantastico duo!

Il prossimo webinar del PASS Italian Virtual Chapter è programmato per mercoledì 10 maggio 2017 alle ore 18:00.

Davide Mauri (@mauridb) ci parlerà di Apache Zeppelin con SQL Server.

Questo è l’abstract del webinar:

Apache Zeppelin è uno strumento di Data Exploration e Data Visualization perfetto per creare belle ed utili dashboard interattive usando solamente T-SQL. Tipicamente utilizzato dai Data Scientists grazie alla sua facilita nell’integrarsi con linguaggio e strumenti tipici della Data Science (Spark, Scala, R, Python) è in realtà molto utile anche nel lavoro di tutti i giorni per rendere più amichevoli e di facile consumo dati altrimenti freddi e poco significativi. E’ possibile ora utilizzarlo anche con SQL Server, SQL Azure e SQL DW, ed In questa sessione vedremo come eseguirlo, configurarlo ed utilizzarlo per creare dashboard in pochi minuti ma che semplificano enormemente non solo il nostro lavoro, ma ci aiutano anche a comunicarlo meglio.

Per effettuare la registrazione, puntate il vostro browser qui.

24 Hours of PASS (Maggio 2017) – Edizione Data Security e Data Quality

Perché possiamo affermare che SQL Server, negli ultimi 7 anni, è stato il sistema database più sicuro al mondo? Scoprilo il 3 e 4 maggio 2017 durante l’evento 24 Hours of PASS edizione “Data Security e Data Quality”.

La serie di webinar, della durata di un’ora ciascuno, inizierà alle 12:00 UTC del 3 Maggio e proseguirà per 24 ore durante le quali verranno trattati i seguenti argomenti:

  • Data security concerning the application network
  • Database
  • Internet of things
  • Security on the cloud
  • Digital identity protection

Grazie agli Sponsor, l’evento sarà completamente gratuito!

Non perdere 24 ore di formazione su Sicurezza e Qualità dei dati con SQL Server, la formazione non va in vacanza, registrati subito utilizzando questo link.

Vembu BDR suite 3.7 panoramica e setup – pt.1

Vembu BDR suite 3.7 panoramica e setup – pt.1

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Vembu BDR Suite è una soluzione software di Backup e Disaster Recovery per i data center virtualizzati e supporta le piattaforme VMware ed Hyper-V.

Basato sulla tecnologia snapshot, Vembu può essere installato sulle piattaforme Windows o Linux o come virtual appliance per entrambi gli ambienti VMware o Hyper-V. Per una migliore protezione, i backup possono essere salvati offsite, in cloud, on-premise e nel cloud Ibrido.

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Blog serie

Vembu BDR Suite 3.7 panoramica e setup – pt.1
Vembu VMBackup 3.7 backup e restore – pt.2
Vembu VMBackup 3.7 replica e DR – pt.3

 

Piattaforme supportate

Vembu BDR Suite supporta i seguenti ambienti:

 

VMware

  • VMware: vSphere 4.x, 5.x, 6.0
  • Hypervisor: ESXi 4.x, 5.x, 6.0
  • Management Server: vCenter Server 4.x, 5.x, 6.0

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Hyper-V

  • Virtual Infrastructure: Windows Server 2008 R2, 2012/2012 R2, 2016
  • Hypervisor: Windows Server Hyper-V 2008 R2, 2012/2012 R2, 2016

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La configurazione raccomandata per il server BDR è la seguente:

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Vembu BDR Suite

Vembu BDR Suite può essere utilizzata per proteggere data center virtuali o semplici ambienti IT di piccole o medie dimensioni, inclusi i Service Provider che offrono servizi di backup offsite per le piccole imprese.

La suite Vembu BDR include i seguenti prodotti:

 

Vembu VMBackup

Fornisce la protezione per gli ambienti VMware vSphere e Microsoft Hyper-V effettuando le snapshot delle immagini delle VM a livello di host. Supporta la cattura dell’immagine di backup Application-aware per assicurare la consistenza dell’applicazione e non vengono installati agenti nella virtual machine.

Vembu utilizza la tecnologia VMware CBT (VM con la versione hardware 7 o superiore) per miglioare la velocità dei backup VMware riducendo il carico ed il tempo richiesto per completare il job. Un driver CBT proprietario viene invece utilizzato in Hyper-V per tracciare i cambiamenti dei blocchi durante i backup incrementali. Le copie di backup possono essere salvate offsite o nel Cloud Vembu per la ridondanza dei dati e disaster recovery.

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Vembu ImageBackup

E’ una soluzione BDR per i server Windows, desktop e laptop. E’ possibile effettuare un Recovery Bare-metal nella stessa o in una diversa virtual machine Windows.

E’ supportato anche il P2V per migrare le macchine Windows dall’ambiente fisico a quello virtuale.

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Vembu NetworkBackup

Pensato per business medio piccoli, questa applicazione offre una soluzione di backup Ibrida (On-Premise con storage cloud opzionale) per desktop/laptop, file server ed applicazioni come Microsoft Exchange, SQL Server, Sharepoint, Active Directory ed Outlook. I sistemi possono essere processati in una locazione centrale rendendo l’amministrazione più semplice.

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Vembu OnlineBackup

Permette di mettere sotto backup i dati critici del proprio business e salvarli nel cloud Vembu. Questa soluzione cloud è in grado di proteggere backup di File Server e backup di Exchange, SQL, SharePoint ed Outlook.

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Vembu SaaSBackup

E’ una soluzione di backup per Microsoft Office 365 e Google Apps ed è stata sviluppata per effettuare il backup di email, drive, contatti e calendari. I dati processati vengono salvati nello storage del Cloud Vembu attraverso reti sicure.

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Listino

La licenza Vembu è basata sul numero di CPU socket ed include aggiornamenti illimitati del prodotto ed il supporto telefonico e via email 24/7. Ogni anno la licenza deve essere rinnovata.

Consultare l’attuale listino presso il sito web Vembu.

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Setup di Vembu BDR

Per procedere con l’installazione dell’applicazione, scaricare Vembu BDR dal sito web Vembu ed eseguire l’installer. Quando il wizard di installazione si avvia, cliccare su Next per continuare.

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Accettare l’EULA e cliccare su Next.

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Selezionare l’opzione Let me customize the configurations e cliccare su Customize.

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Specificare l’Installation Location e la DB Storage Location quindi cliccare successivamente su Next.

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Lasciare il folder di installazione di default e cliccare su Next.

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Selezionare l’opzione Choose network drive as your Storage Repository e cliccare su Next.

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Specificare User NamePassword per accedere alla web console e cliccare su Next per continuare.

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Cliccare su Install per procedere con l’installazione.

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L’applicazione viene installata nel sistema.

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Quando l’installazione è stata completata correttamente, lasciare entrambe le opzioni abilitate e cliccare su Finish.

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Accedere alla web console

Per accedere alla web console di Vembu, aprire il browser preferito e digitare l’indirizzo https://IPAddress_DNSName:6061. Inserire le credenziali precedentemente specificate e cliccare su Sign in.

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Effettuato il login, specificare la Time Zone e cliccare su Save.

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Inserire un nome unico (es. nome macchina) nel campo Enter a Vembu BDR ID e cliccare su Update.

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Configurare lo Storage Repository

Al primo accesso alla Dashboard di Vembu è necessario specificare i dispositivi di storage utilizzati. Cliccare sul bottone Add Network Drive per aggiungere gli storage da utilizzare per salvatre i backup.

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Vembu supporta diversi dispositivi di storage come Drive Locali, NAS (NFS e CiFS) e SAN (iSCSI ed FC). Nella sezione Management > Storage Management, inserire i parametri nei campi richiesti e cliccare su Save.

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Il drive è stato correttamente aggiunto alla lista.

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Posizionarsi nella Dashboard per verificare lo stato globale del sistema. Poichè nessun backup è stato ancora configurato, nessun dato è visualizzato eccetto lo storage specificati precedentemente.

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L’installazione di Vembu è ora completa. Nella Parte 2 verrà illustrata la procedura per la configurazione dei job di backup e di restore.

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Free tool for converting OST to PST

Ho cercato a lungo un software gratuito in grado di convertire un file .ost (file cache di outlook) in un file .pst; tutti quelli che ho trovato fino ad ora erano tutti a pagamento ma ultimamente mi è capitato per l’ennesima volta di dover recuperare dei dati da un file .ost e cercando su google mi è capitato sotto mano questo tool e devo dire che è come prima cosa, veramente free (non come tanti altri che sono free fino a quando non devi far partire la conversione….) e, seconda cosa, funziona davvero bene ed è a prova di idioti.
Vi posto il link qui sotto e vi metto anche un’immagine dell’interfaccia davvero semplice che non ha davvero bisogno di spiegazioni:

Il software lo trovate qui:

http://www.ost2.com/free-ost-to-pst-converter.aspx

L'articolo Free tool for converting OST to PST sembra essere il primo su ITXPerience.

Blog italiani (e in italiano) nel mondo IT/ICT